martedì 23 dicembre 2008

CASO ENGLARO: VOLONTE' (UDC), ALLUCINANTE SENTENZA STRASBURGO

Roma, 22 dic. (Adnkronos) - "Solidarieta' a massima a Sacconi e totale condivisione del provvedimento amministrativo emesso: altro che passi indietro c'e' bisogno un atto di lealta' costituzionale di tutto il Cdm". Lo dice Luca Volonte' dell'Udc in una nota stampa.
"Dopo sentenza di allucinante nazismo della Corte di Strasburgo,ci dovremmo chiedere in che Europa vivranno i nostri figli -aggiunge- Al Governo italiano spetta il compito di seguire rapidamente il corretto invito di Capotosti,si faccia il decreto salva vita per Eluana e gli altri come lei".



U.E.Corte europea: cosa c'entrano le associazioni cattoliche italiane con Eluana Englaro?
23 Dicembre 2008
Irricevibili per mancanza dei necessari presupposti: questa, in sostanza, la motivazione con la quale la Corte europea per i diritti dell'uomo di Strasburgo ha bocciato ieri i ricorsi presentati da privati cittadini e associazioni cattoliche contro la sentenza con la quale e' stata autorizzata la sospensione dell'idratazione e del nutrimento di Eluana Englaro.I giudici di Strasburgo hanno respinto su tutta la linea le tesi dei ricorrenti. Innanzitutto essi 'non hanno alcun legame diretto' con la persona in coma dal 1992. Ma soprattutto non hanno fornito prove ed elementi sufficienti per dimostrare che lo Stato italiano e' venuto meno, con la sentenza della Corte d'appello di Milano, alla tutela dei loro diritti alla vita e a un processo equo, nonche' al divieto di trattamenti inumani o degradanti. Quello di Eluana Englaro, per i giudici di Strasburgo, e' quindi un caso a se' stante che riguarda solo le persone e i fatti oggetto della sentenza.'Affinche' un ricorrente possa dichiararsi vittima - si legge nel comunicato con cui la Corte ha reso nota la sua decisione sulle otto cause prese in esame - occorre produrre indizi ragionevoli e convincenti' che dimostrino la probabilita' di subire un danno personale. 'Semplici sospetti o congetture non sono sufficienti'. E i ricorrenti, nel caso specifico, 'non hanno soddisfatto questa condizione'. Secondo la Corte, se i giudici italiani dovessero pronunciarsi sul mantenimento di trattamenti medici ai ricorrenti 'non potrebbero ignorare ne' la volonta' dei malati espressa attraverso i loro tutori - che hanno chiaramente preso posizione in difesa al diritto alla vita dei loro congiunti - ne' i pareri dei medici specialisti'. Cosi' come 'la Corte d'appello di Milano ha fatto nel caso Englaro, l'autorita' giudiziaria - si legge ancora nel comunicato - dovrebbe seguire, nell'analisi dei fatti, i criteri fissati dalla Corte di cassazione con la sentenza del 16 ottobre 2007'. Inoltre, poiche' la decisione della Corte d'appello di Milano non impedisce in alcun modo a privati cittadini di continuare a portare avanti la loro causa, per i giudici di Strasburgo le associazioni non possono sostituirsi a loro e 'non possono essere considerate vittime' di presunte violazioni dei diritti sanciti dalla Convenzione europea sui diritti umani. Quindi anche i loro ricorsi 'sono dichiarati irricevibili'.'Nessuna sorpresa' perche' il ricorso 'lo consideravo irricevibile da una Corte europea gia' allora', cioe' al momento della presentazione, si e' limitato a dire Beppino Englaro, il padre di Eluana. Ma la decisione della Corte divide la politica.COMMENTI'Ulteriori polemiche non servono, serve una legge'. E' la posizione di Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato.'Commentare quanto ha stabilito oggi la Corte europea per i diritti dell'uomo di Strasburgo sul caso Englaro - afferma Finocchiatro in una nota - mi sembra davvero fuori luogo. E colpisce che, dopo questo pronunciamento e dopo la sentenza della Corte di Cassazione, ci sia ancora qualcuno che si produce in polemiche sull'argomento, non facendo altro che alimentare il dolore della famiglia di Eluana'.'Io - continua Finocchiaro - voglio solo ribadire che tutto quello che sta avvenendo rende sempre piu' tremendamente urgente che il Parlamento si faccia carico delle sue responsabilita': serve una legge sul testamento biologico, al piu' presto. Le polemiche servono solo per strumentalizzare vicende personali e umane. L'unica strada seria - conclude - e' quella di una discussione parlamentare che porti ad una legge. E siamo maledettamente in ritardo'. 'La mia posizione l'ho gia' espressa chiaramente e quindi non voglio entrare nel merito della questione. Ma esiste una direttiva ben precisa del Ministro Sacconi che il Friuli Venezia Giulia deve assolutamente rispettare'. Lo dichiara in una nota il deputato triestino della Lega Nord, Massimiliano Fedriga, dopo il pronunciamento della Corte di Strasburgo sul caso di Eluana Englaro. 'La decisione della Corte per i diritti dell'uomo, di dichiarare irricevibile il ricorso presentato da alcune associazioni italiane sul caso di Eluana Englaro , non cambia assolutamente nulla'. Lo afferma Gabriella Carlucci, parlamentare del Pdl e Vicepresidente della Commissione Bicamerale per l'Infanzia. 'Rimaniamo fermamente convinti - aggiunge Carlucci - che nessun giudice possa arrogarsi il diritto di decidere della vita o della morte di un individuo. Peraltro la Corte europea si e' astenuta dall'entrare nel merito della questione. Credo che sia opportuno evitare di investire tale decisione di significati che di fatto non ha'. "La decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo segna l'ennesima sconfitta di tutti coloro che sul corpo della povera Eluana stanno combattendo un'incomprensibile battaglia ideologica che si conferma essere priva di ogni fondamento giuridico". Lo dichiara l'on. Silvana Mura, deputata di Idv. "Anche il governo italiano farebbe bene a prenderne atto ritirando l'atto di indirizzo politico emanato dal Ministro Sacconi. Il governo ora ha il dovere di consentire alla famiglia Englaro di eseguire la sentenza della Cassazione e di attendere, come ha sempre detto di voler fare le decisioni del Parlamento in merito ad una legge sul fine vita. Lo zelo dimostrato da molti ministri sia utilizzato per offrire un contributo che riduca i tempi dell'iter parlamentare invece che per compiere atti di ostruzionismo". "La sentenza della corte europea non cambia assolutamente nulla. La decisione di Strasburgo non entra affatto nel merito della vicenda di Eluana Englaro.Pertanto la gioia di qualcuno e le assurde richieste di ritirare la circolare del Ministro Sacconi sono assolutamente infondate. Il Ministro ha affermato un principio chiaro e sacrosanto, sancito dalla nostra Costituzione, relativo alla difesa della vita e alla sua indisponibilita'. Il vergognoso tentativo di strumentalizzare ad arte la sentenza della Corte UE testimonia solo la malafede di chi lo fa". Lo afferma Isabella Bertolini, deputato Pdl. Per la Corte europea per i diritti dell'uomo, con la pronuncia sul caso di Eluana Englaro, non conta l'articolo 2 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, secondo cui "nessuno puo' essere intenzionalmente privato della vita". A sostenerlo e' Alfredo Mantovano, sottosegretario al ministero degli Interni, che aggiunge: "Conta il cavillo giuridico costituito da una presunta 'assenza di legami diretti dei ricorrenti' con Eluana"."Anche i giudici della Corte europea -prosegue l'onorevole Mantovano- dovrebbero sapere che la vicenda di Eluana ci coinvolge tutti in quanto partecipi della famiglia umana. Risolvere cosi' il 'caso' costituisce un tragico precedente, una implicita sollecitazione, per coloro che affrontano analoghe traversie, ad abbandonare la speranza."Il pronunciamento della Corte di Strasburgo -conclude poi il sottosegretario agli Interni- che negli effetti si allinea alle sentenze italiane, conferma nell'immediato il fondamento e l'opportunita' dell'atto di indirizzo del ministro Sacconi, l'unico provvedimento che finora e' andato in direzione della vita". "Rispetto i giudici della Corte europea, ma non posso non osservare che, al di la' delle motivazioni giuridiche, la loro decisione va nel senso contrario a quello che sarebbe giusto, cioe' difendere la vita". Il card. Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute, ha commentato cosi' la sentenza della Corte europea per i diritti dell'uomo, che ha respinto il ricorso presentato sul caso di Eluana Englaro da alcune associazioni per difesa della vita. "Deve essere chiaro che la moralita' di un'azione si misura rispetto al contributo che da' alla costruzione dell'uomo: cio' che lo costruisce e' buono, cio' che lo distrugge e' cattivo", ha spiegato il porporato."Ed e' evidente -ha concluso- che le decisioni morali non possono dipendere dal consenso della maggioranza, sia essa giuridica o no". Sulla vicenda di Eluana Englaro, la donna in coma irreversibile da 17 anni ricoverata in una clinica di Lecco e in procinto di essere trasferita a Udine, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha dichiarato a Pordenone di credere "innanzitutto che questa sia una tragedia per il padre della povera ragazza a cui va tutto il rispetto.Io ritengo peraltro che la posizione del governo italiano sia quella corretta". E ha aggiunto: "Il ministro Sacconi ha detto cio' che ha detto non per il suo piacere, ma perche' e' profondamente convinto che sia giusto, e quindi bisogna andare avanti con il suo atto di indirizzo". "Io credo che non posso far altro che accogliere ulteriormente l'invito di Beppino Englaro al silenzio e al rispetto. Penso che la pausa natalizia possa essere utile a tutti". Lo ha detto il presidente del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo ai microfoni del Tgr regionale. "Da parte mia - ha aggiunto - ho gia' detto molte cose in aula e preferisco ora attenermi a quello che ho detto. Credo che non aggiungero' nulla di piu', se non considerare la vicenda di Eluana Englaro un fatto privato tra un cittadino che si e' visto riconoscere un proprio diritto dalla Cassazione e la volonta' di esercitarlo autonomamente in questa regione. Non vedo pertanto il motivo per cui il presidente della regione debba prendere posizione politica rispetto a questo". "Ogni polemica - ha aggiunto - mi pare quindi antipatica. Ho ricevuto consensi bipartisan, ma anche dissensi, da destra e da sinistra e questa e' appunto la dimostrazione che su una vicenda del genere la politica, in un momento come questo, non deve intromettersi". "C'e' gia' una partita molto lunga sulla vicenda di Eluana Englaro che questo papa' ha gestito con grande sobrieta' e onesta' intellettuale. Non dimentichiamoci mai - ha concluso Tondo - che Beppino Englaro prima di prendere questa strada dolorosa anche per se stesso ha portato Eluana per tutte le cliniche possibili e immaginabili cercando di avere un segno di vita che non gli e' stato dato. Quindi fermiamoci qui". La decisione della Corte di Strasburgo per i diritti dell'uomo, che ha definito 'irricevibile' il ricorso presentato da alcune associazioni cattoliche per bloccare la sentenza sul caso di Eluana Englaro, 'non entra nel merito della questione e sostanzialmente si lava le mani , evitando di prendere una decisione'. E' questo il commento di Eugenai Roccella, sottosegretario al Welfare, a margine di uno spettacolo teatrale organizzato da 'Scienza e Vita' all'Auditorium di Roma.'Devo ancora leggere bene le motivazioni della decisione - ha detto - ma per quello che ho visto mi sembra che non entri nel merito, sostanzialmente e' come se dicesse laviamocene le mani. Mi sembra vada evidenziato infine che si parli comunque di un'autorizzazione ad eseguire la sentenza, ma non di un obbligo'. 'La decisione della Corte di Strasburgo non mi stupisce, visto che i messaggi dell'Europa su questi argomenti sono sempre stati in controtendenza sui valori strutturali e fondamentali della societa''. Lo ha affermato l'on. Paola Binetti (Pd), a margine dello spettacolo teatrale organizzato dall'Associazione Scienza e vita questa sera all'Auditorium a Roma.'C'e' la leggenda che l'Italia sia il fanalino di coda rispetto all'Europa sui temi piu' sensibili - ha detto Binetti - Credo invece che il nostro Paese rappresenti il piu' grosso fattore di speranza per capovolgere questi orientamenti presenti in Europa'. 'I medici sono tenuti a non fare atti che possono anticipare la morte di una persona: laddove in alcuni paesi vi sia anche una legislazione favorevole a tali atti, gli operatori sanitari sono tenuti ad intervenire perche' la legislazione cambi', inoltre 'qualora se ne presenti la necessita', per medici ed operatori sanitari risulta legittima la facolta' di esercitare il diritto all'obiezione di coscienza'. A ricordare la possibilita' dell'obiezione di coscienza per i medici, e' Antonio Spagnolo, docente di bioetica all'Universita' di Macerata e membro della Pontificia accademia per la vita, che pone l'accento su come nella vicenda di Eluana Englaro ci si trovi di fronte 'al paradosso di voler dare corso ad un'azione prima ancora che vi sia una legge in materia'.Il bioeticista ha cosi' ricordato l'orientamento generale e fondamentale dell'Associazione medica mondiale su questo delicato tema. Quindi ha affermato: 'Il voler dare la morte non puo' essere un'espressione della piu' genuina caratteristica dell'integrita' della professione sanitaria, finalizzata sempre al bene della persona, e dunque alla vita': in questo contesto, 'qualora se ne presenti la necessita', per medici ed operatori sanitari risulta legittima la facolta' di esercitare il diritto all'obiezione di coscienza'.'Pur presentando molte analogie con esso - puntualizza inoltre Spagnolo - il caso Englaro e' diverso dal caso di Terry Schiavo.Mentre negli Stati Uniti esiste infatti una legislazione che considera le dichiarazioni anticipate di trattamento, nel nostro paese non esiste. Ci troveremmo, allora, nella fattispecie di un'azione posta in essere prima ancora che venga varata una apposita legge'. 'L'enfasi dei media sulla vicenda di Eluana - conclude Spagnolo - dovrebbe far interrogare le persone che si dichiarano favorevoli all'attuazione della sentenza di Cassazione su cosa significhi essere gli esecutori di una sentenza di morte'. Di qui l'auspicio che 'tutti i medici e gli operatori sanitari ripensino il significato della loro professione e sull'imbarazzante posizione di eventuali 'volontari della morte''.Tornando alla tragica vicenda della donna di Lecco in stato vegetativo persistente da 17 anni, Spagnolo fa notare che 'anche le diverse fasi previste dal protocollo che la struttura di Udine adotterebbe per eseguire la sentenza della Cassazione, sospendendo l'alimentazione e l'idratazione, dimostrano la problematicita' dell'operazione: e' contraddittorio, infatti, prevedere interventi volti ad attenuare la sofferenza che comporta una morte per fame e per sete, all'interno di in un processo che si prevede duri circa quindici giorni. Sospendere l'alimentazione e l'idratazione per poi dare qualcosa che attenui gli 'effetti collaterali' come la sofferenza del paziente - invece di rimuovere le cause, come un buon medico dovrebbe fare, e quindi in questo caso non dar corso alla sentenza citata - e' agghiacciante e paradossale'.Dopo che la Corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha giudicato 'irricevibili i ricorsi presentati sul caso di Eluana, mi auguro che il governo desista dall'accanimento politico e burocratico nei confronti della famiglia Englaro, nel tentavo di vanificare, per via amministrativa, gli esiti di una sentenza giudiziaria'. Lo afferma Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl.'Questa desistenza - rileva Della Vedova in una nota - contribuirebbe a chiudere la vicenda in modo ragionevole e coerente con le aspettative dell'opinione pubblica, in parte prevalente convinta che, nelle situazioni di fine vita, occorra il piu' possibile rispettare la volonta' dei pazienti e quella dei loro familiari e guardare con sospetto alla pretesa dell'esecutivo o del legislatore di dettare direttamente le regole di condotta agli operatori sanitari'. Una scelta di questo genere, conclude l'esponente Pdl, 'sarebbe peraltro di buon auspicio per la discussione della legge sul testamento biologico che attende il Parlamento nei prossimi mesi'. Sul fine vita è necessario "un decreto legge 'urgente' del governo", attraverso il quale "si rimandi poi al Parlamento il compito di legiferare complessivamente sulle questioni che riguardano il fine vita". Ad auspicarlo, per risolvere "in maniera efficace una questione ormai troppo intricata", è Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita, interpellato dal Sir dopo che la Corte europea per i diritti dell'uomo di Strasburgo ha dichiarato "irricevibile" il ricorso presentato da diverse associazioni contro la sentenza della Corte d'appello di Milano sul caso Englaro."Di fronte al tentativo di salvare Eluana con tutti i mezzi - commenta Casini all'agenzia della Cei - ci si attacca alle procedure per impedire un esame a fondo di una questione diventata oramai talmente intricata che, se si vuole risolverla in maniera efficace, non c'è altra strada che la legge". Di qui l'auspicio che "esca a giorni un decreto legge urgente del governo, magari con un articolo unico - propone Casini - in cui si stabilisca che l'alimentazione e l'idratazione vanno garantite a tutti i pazienti. Poi la parola al Parlamento". Dopo la sentenza della Corte Europea, "il ministro Sacconi farebbe bene a ritirare la sua circolare. A meno che egli voglia rappresentare il pensiero del Vaticano e non quello di un ministro europeo". Lo dichiara il segretario del Pri Francesco Nucara. Il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, si dice "addolorato" per la pronuncia della Corte per i diritti dell'uomo di Strasburgo "per il suo contenuto ma forse ancora di piú per la motivazione che viene addotta" sul caso di Eluana Englaro."Colui che non è in grado di adire di persona alla Corte - dice in una nota - non puó sperare che qualcuno possa prendere le sue parti e cercare di far valere i suoi diritti. E' una sentenza che vale contro tutti i deboli - osserva Buttiglione - contro tutti quelli che non hanno voce, contro tutti coloro i quali hanno solo la flebile speranza che qualcuno prenda in mano la loro causa. Potrei sbagliarmi - conclude l'esponente dell'Udc -ma ho l'impressione che non sia sempre stata la posizione di questa Corte". La Corte di Strasburgo 'boccia il ministro Sacconi: il ministro faccia un passo indietro e vada a trovare Eluana'. E' l'invito di Silvio Viale, dell'Asociazione Luca Coscioni, il quale esprime 'soddisfazione' per la sentenza della Corte Europea che ha respinto il ricorso presentato da alcune associzioni sul caso Englaro.'Che fosse un ricorso campato in aria - afferma Viale in una nota - era chiaro, come era chiaro che si trattasse di una strumentale provocazione mediatica. Bocciando quel ricorso la Corte Europea ha di fatto bocciato i suggeritori occulti delle vergognose intimidazioni di Sacconi. La soddisfazione per l'esito scontato del ricorso alla Corte Europea per i diritti umani - prosegue Viale - non attenua pero' le preoccupazioni per nuove provocazioni'.'Mi aspetto - sottolinea Viale - che questa bocciatura faccia riflettere il ministro Sacconi e gli faccia fare un passo indietro. Invece di seguire le folgorazioni del sottosegretario Roccella, sarebbe piu' utile che Sacconi andasse a trovare Eluana, parlasse con la famiglia e maturasse una propria personale convinzione'. Gli italiani, conclude l'esponente dell'associazione Coscioni, 'sanno apprezzare molto di piu' un ministro che ammette di avere sbagliato, piuttosto che un ministro che dia l'impressione di essere a mezzo servizio'. Da Strasburgo e' arrivata 'l'ennesima conferma a favore del diritto alla autodeterminazione e sul caso Englaro non c'e' altro da dire'.E' il commento di Ignazio Marino (Pd), secondo il quale 'solo nel nostro paese puo' accadere che dopo una sentenza definitiva e inappellabile del piu' alto grado della magistratura, la Corte di Cassazione, vi sia ancora chi tenta di lacerare gli animi cercando di alimentare confusione e mettere in crisi una situazione che e' stata chiarita in tutte le sedi opportune'.Sulle decisioni che riguardano la fine della propria vita, afferma Marino in una nota, 'ciascuno dovrebbe potersi esprimere personalmente, senza l'intervento di terzi che non hanno alcun legame con la persona. E' anche questo che ha voluto ribadire la Corte Europea sui diritti dell'uomo ed e' cio' che indica la Costituzione e anche il Catechismo della Chiesa cattolica dove si legge che 'Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacita', o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volonta' e gli interessi legittimi del paziente''.'Mi auguro che il silenzio e la pausa di riflessione chiesti da Beppino Englaro siano finalmente rispettati e che tutti, a partire dalle piu' alte autorita' pubbliche del nostro paese - conclude Marino - vogliano accettare che si deve avere il massimo rispetto delle sentenze della magistratura e che non si possono travalicare i propri ruoli istituzionali a fini ideologici. Il dibattito sia fatto nelle sedi appropriate, e cioe' in Parlamento, e non strumentalizzando vicende personali e drammi umani'.

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